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R A Y O N G
Alla fine del 2002 ci siamo
occupati di un caso altrettanto interessante.
Con una lettera
anonima, a un’azienda sono stati offerti i dati confidenziali
di un suo concorrente al prezzo di 5 milioni di euro. La lettera è stata
inviata via posta, ma i successivi contatti dovevano avvenire
via e-mail all’indirizzo rayong@xyzmail.com. A causa della
descrizione molto fantasiosa di come doveva avvenire il pagamento,
la lettera, in un primo momento, non è stata presa sul
serio dalla polizia, della quale era stato richiesto l’intervento.
Così, le due aziende, che sono in concorrenza leale tra
loro, hanno affidato il caso alla corma GmbH. Dai primi contatti
via mail con l’”offerente” è poi emerso
che questi era effettivamente in possesso dei dati offerti.
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Ulteriori
contatti e l’utilizzo di tecniche di tracking delle mail
hanno poi condotto all’identificazione dell’indirizzo
IP utilizzato dai colpevoli. Un rapporto dettagliato è stato
affidato alla polizia che poi si è subito attivata nuovamente
attraverso la procura. Nel corso di due perquisizioni sono state
trovate diverse prove. Un collaboratore dell’azienda “derubata” aveva
sottratto i dati all'interno dell'azienda e poi li aveva messi
in vendita con l'aiuto di una persona esterna. Questo caso mostra
chiaramente quanto siano vulnerabili le aziende che utilizzano
sistemi informatici (IT) e quanto sia difficile proteggerle dalla
perdita di informazioni.
Dall’altro lato, però, le indagini hanno avuto successo proprio
grazie all’utilizzo delle tecniche più avanzate (il tracking).
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